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2 / 5 novembre 2017 -
XXXIV Comitato Scientifico A.G.M.T. a Calambrone (PI)

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La cartina del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli
(da “Funghi e ambienti dunali” di Franchi P., Gorreri L., Marchetti M. e G. Monti)

Si è svolto a Calambrone (PI), dal 2 al 5 Novembre 2017, il 34° Comitato Scientifico A.G.M.T - Associazione Gruppi Micologici Toscani - organizzato dalla Segreteria Scientifica e dal Centro Studi Micologici AGMT con la collaborazione dei Soci dei gruppi  aderenti all’Associazione.
Hanno comunque partecipato altri micologi provvenienti dalle regioni limitrofe. In rappre­sentanza del nostro Gruppo Micologico Milanese ha partecipato il Prof. Roberto Galli (Presidente), socio del Gruppo AMB di Livorno, Dott. Guglielmo Gregorio, consigliere e membro del Comitato Scientifico GMM e Franca Monticelli.

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Il mare antistante le dune in zona Marina di Pisa

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Le dune: Ammophila arenaria, Cakile maritima, Helichrysum stoechas e Juniperus oxycedrus ssp. macrocarpa sono tra le essenze psammofile principali presenti

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Sulle dune: in alto a destra, sotto la pioggia, Guglielmo Gregorio e Franca Monticelli

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Gymnopilus spectabilis

Calambrone è una località balneare nel comune di Pisa. Secondo alcuni storici il nome deriva dalla contrazione di Cala Labronis ovvero “Cala di Labrone”, con riferimento ad un presunto tempio dedicato al leggendario fondatore della vicina città di Livorno Ercole Labrone.
In epoca medioevale la zona di Calambrone faceva parte del porto della Repubblica Pisana, in pratica una vasta area dal carattere lagunare. Con il progressivo insabbiamento di questa laguna e il conseguente impaludimento, Calambrone venne praticamente abbandonato. Negli anni ’30 del XX Secolo Calambrone conobbe un periodo di relativo sviluppo, quando furono costruite numerose colonie estive in stile liberty e modernistica che ne contraddistinguono tuttora la struttura urbanistica.

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La spettacolare “liana” Periploca graeca, endemica del Parco Regionale

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Hohenbuehelia geogenia

Calambrone è il limite meridionale del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, ambienti che visiteremo durante il Comitato. Si tratta del più vasto ecosostema seminaturale costiero-planiziale d’Italia. Consta di decine di chilometri di coste con dune salvaguardate, 100 km quadrati di boschi maturi (incluse parecchie aree con flora mesoigrofila soggette a periodici allagamenti ) e 30 km quadrati di zone umide aperte, importanti soprattutto per l’avifauna.

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San Rossore, con le secolari farnie dominanti (Quercus robur)

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Un viale alberato, dominato da pini domestici (Pinus pinea),
ci invita alla ricerca nel Parco di San Rossore

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Continua la ricerca a San Rossore: al centro, con la maglietta azzurra, Alessio Pierotti

La prolungata siccità e il caldo dei giorni precedenti non ci promettono cospicue raccolte ma, come si dice, tentare non nuoce e ci proviamo ugualmente…
Il primo habitat visitato è stata la duna costiera e parzialmente il retroduna ma, ahimè, una pioggia battente fin dalla notte precedente, ha rovinato l’ambiente di ricerca; troviamo solo quattro basidiomi di Hygrocybe conicoides, non fotografabili. Nel bosco più interno invece, costituito da querce (per lo più lecci), altre latifoglie e pini marittimi e domestici, vengono reperite alcune specie saprotrofe tra le quali Armillariella mellea, Hohenbuehelia geogenia e parecchi cespi di bellissimi Gymnopilus spectabilis (vedi foto). Ci fa piacere segnalare una pianta particolare, la Periploca graeca, una sorta di liana che si attorciglia in modo inconsueto ma spettacolare (vedi foto) su altri alberi; è specie endemica del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli.

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Lactarius atlanticus

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Lactarius rugatus

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Leucopaxillus gentianeus

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Leccinum lepidum

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Cantharellus ferruginascens

Il giorno seguente splende il sole! Ci rechiamo a San Rossore; qui ci aspetta un ambiente fantastico, sempre con substrato sabbioso, costituito da secolari farnie (Quercus robur), lecci (Quercus ilex), corbezzoli (Arbutus unedo) alternati a maestosi pini domestici (Pinus pinea) e altre latifoglie più igrofile come pioppi e ontani, presenti soprattutto nelle aree umide con acque stagnanti. A San Rossore la raccolta è stata più consistente e interessante. 

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Le zone umide e stagnanti nel Parco di San Rossore, importanti per l’avifauna

In definitiva le specie fungine raccolte non sono state neanche così poche, considerando anche che i partecipanti al Comitato erano quasi 30 persone… È doveroso precisare che la pioggia del giorno precedente ha rovinato i funghi presenti e reso un po’ fangoso il substrato, altresì divelto e smosso qua e là dall’opera incessante dei sempre più numerosi cinghiali e ungulati. Ecco l’elenco delle specie reperite e/o viste sui tavoli, secondo la determinazione e l’interpretazione di Roberto Galli e Guglielmo Gregorio.

Elenco delle specie reperite e/o viste all’esposizione (112):

Abortiporus biennis; Agaricus bitorquis, impudicus (cf. Agaricus variegans), phaeolepidotus, porphyrizon; Agrocybe aegerita; Amanita citrina, flavescens, gracilior, ovoidea, pantherina, phalloides, rubescens, simulans; Armillariella mellea; Artomyces pyxidatus; Boletus luridus, queletii, spretus; Calvatia utriformis; Cantharellus ferruginascens; Chamaemyces fracidus; Clathrus ruber; Clitocybe geotropa, gibba, phaeophtalma; Collybia aquosa, butyracea, butyracea var. asema, dryophila, fusipes; Coprinus comatus, micaceus, picaceus; Cortinarius bulliardii, cedretorum, infractus; Daldinia concentrica; Echinoderma asperum; Gymnopilus penetrans, spectabilis; Gyroporus ammophilus (?); Hebeloma quercetorum, mesophaeum; Hohenbuehelia geogenia, petaloides; Hygrocybe conica, conicoides; Inocybe heimii, geophylla var. lilacina; Laccaria affinis; Lactarius atlanticus, luridus, luteolus, obscuratus, quietus, rugatus; Leccinum duriusculum, lepidum; Lepista nebularis, piperata, sordida; Leucopaxillus gentianeus; Lycoperdon perlatum; Lyophyllum loricatum; Macrolepiota fuligineosquarrosa, procera, rickeni; Marasmius brassicolens; Mycena haematopus, pura, rosea, seynii, vitilis; Myriostoma coliforme; Ossicaulis lignatilis; Panus tigrinus; Paxillus atrotomentosus, involutus, rubicundulus; Pisolithus arhizus; Phellinus torulosus; Pholiota gummosa; Pluteus cervinus, pellitus, salicinus; Psathyrella ammophila; Russula acrifolia, amoenicolor, chloroides, dryophila, ilicis, insignis, ochrospora, odorata, pectinatoides, purpurata, sororia, torulosa, violeipes; Scleroderma verrucosum; Sparassis crispa; Suillus collinitus; Trichaptum biforme; Tricholoma bresadolanum, columbetta, populinum, pseudoalbum, saponaceum, sejunctum, ustale; Tulostoma fimbriatum 

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Clathrus ruber

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Sparassis crispa

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Trichaptum biforme

Tra i taxa - secondo me - più interessanti, segnalo: Agaricus phaeolepidotus, Hohenbuehelia geogenia, Lactarius luteolus, Pluteus salicinus, Russula purpurata e Sparassis crispa.

Al pomeriggio, le relazioni di micologia. Ricordiamo, in ordine: "Ascomiceti psammofili" (a cura di Carlo Agnello) - "Il Genere Tricholoma" (a cura di Morten Christensen).

Grazie a tutti e … alla prossima!

Roberto Galli


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